La ricetta delle chiacchiere di Iginio Massari da provare a casa

Preparare i dolci fritti a casa riempie sempre la cucina di un profumo inconfondibile che sa di festa e di tradizioni tramandate. Quando il calendario segna l’arrivo del periodo più colorato dell’anno, allestire il piano di lavoro con farina, uova e matterello per realizzare dei dolci croccanti diventa un rito per molte famiglie. Ottenere però un risultato friabile, asciutto e pieno di bolle richiede una notevole precisione tecnica, motivo per cui seguire le indicazioni codificate da un maestro della pasticceria italiana cambia radicalmente l’esito finale.

Il segreto per una consistenza impeccabile risiede nella scelta delle materie prime e nelle temperature di lavorazione. Utilizzare una farina ad alto contenuto proteico permette di sviluppare una maglia glutinica tenace durante l’impastamento. Questa struttura elastica, unita alla componente alcolica del liquore che evapora rapidamente a contatto con l’olio bollente, spinge l’impasto verso l’esterno. Il risultato è la formazione delle caratteristiche bolle in superficie, che garantiscono una masticabilità estremamente leggera.

Gli ingredienti per un impasto perfetto

Per realizzare questa preparazione per circa 8 o 12 persone, è fondamentale munirsi di una bilancia di precisione, prestando particolare attenzione al peso esatto dei liquidi.

  • 500 g di farina forte (ideale una Manitoba con forza 300-320W, oppure un mix composto da 400 g di farina forte e 100 g di farina 00)
  • 175 g di uova intere (corrispondono a circa 3 uova medie, ma è essenziale pesarle sgusciate)
  • 60 g di burro morbido a temperatura ambiente
  • 60 g di zucchero semolato
  • 50 g di liquore a scelta tra Marsala, Rum, grappa o limoncello
  • La scorza grattugiata di 1 limone non trattato
  • 4 g di sale fino
  • Olio di semi di arachide per friggere
  • Zucchero a velo vanigliato per la decorazione finale

Il procedimento passo per passo

La lavorazione richiede circa un’ora di tempo attivo, a cui va aggiunto il fondamentale periodo di riposo della pasta per facilitare la stesura.

  1. Preparazione dell’impasto: Su una spianatoia o all’interno della ciotola di una planetaria, setacciate accuratamente la farina. Create un incavo al centro e inserite lo zucchero, il sale, le uova, il burro morbido, la scorza di limone e il liquore scelto. Amalgamate velocemente la parte liquida, per poi incorporare gradualmente la farina. Lavorate il composto per circa 10 minuti fino a ottenere un panetto liscio, sodo e molto elastico.
  2. Riposo della pasta: Avvolgete l’impasto nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare a temperatura ambiente per un tempo compreso tra una e due ore. Questo passaggio rilassa il glutine ed evita che la pasta si ritiri durante la lavorazione successiva.
  3. Stesura: Dividete il panetto in piccole porzioni. Utilizzando un matterello o l’apposita macchina sfogliatrice, tirate la pasta fino a raggiungere uno spessore molto sottile, di circa 1 o 2 millimetri, arrivando all’ultimo o penultimo scatto dei rulli.
  4. Taglio: Con l’aiuto di una rotella dentata, ritagliate la sfoglia creando dei rettangoli o delle classiche losanghe. Praticate un piccolo taglio centrale su ogni pezzo per facilitare la torsione in cottura.
  5. Frittura: Scaldate abbondante olio di arachide in una pentola dai bordi alti. La temperatura ideale e costante deve essere esattamente di 176°C. Immergete pochi pezzi alla volta per non abbassare il calore. Cuoceranno in pochissimi secondi per lato, gonfiandosi e dorandosi quasi istantaneamente. Scolateli rapidamente su carta assorbente.
  6. Decorazione: Una volta intiepiditi, trasferite i dolci su un vassoio ampio e spolverateli generosamente con lo zucchero a velo.

Consigli pratici per la cottura

Chi frigge spesso sa che il rischio principale durante queste preparazioni è ottenere un prodotto unto e pesante. Per evitare che la pasta assorba troppo grasso, l’uso di un termometro da cucina a immersione diventa uno strumento indispensabile per chiunque cerchi un risultato professionale. Se la temperatura dell’olio scende sotto i 170°C, la maglia glutinica non si sigilla abbastanza in fretta e il dolce si impregna. Al contrario, se il calore supera i 180°C, la superficie rischia di scurirsi eccessivamente prima che l’interno sia ben cotto e croccante.

Portare in tavola un vassoio di dolci dorati e friabili ripaga pienamente il tempo dedicato alla stesura manuale. Conservare una parte dell’impasto avanzato crudo in frigorifero, ben sigillato nella pellicola, permette di organizzare la frittura in più riprese nel corso di due o tre giorni, garantendo così un dolce fragrante da offrire ad amici e parenti sempre al massimo della sua espressione.

Redazione La Mia Cucina Rossa

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